Trasferta in provincia, quasi in altura, ma il fiato non e' certo mancato.... la mira purtroppo si.Il racconto della gara:
Cronaca: Bella giornata primaverile, campo in ottime condizioni. Pronti, via, prima azione, primo affondo, gran pisolo dell'Adas e il Castello trova il vantaggio. Adas in bambola, capitan Petrolini getta la spugna e alza bandiera bianca: lo sostituisce Holow. I padroni di casa colpiscono una clamorosa traversa, ma è l'ultima cosa che faranno per l'intera gara. Infatti, dal 15’ cambia il copione e l'Adas si sveglia, cominciando giocare. Finalmente! D’ora in poi sarà una gara a senso unico, giocata prevalentemente nella metà campo del Castello. I rossocrociati adasini mettono sotto assedio il Castello che cade sotto il colpo del bomber Talignani per poi difendere anche fortunosamente fino al 60°. In qualsiasi maniera si cerca di far breccia, ma le polveri sono ancora bagnate dal turno infrasettimanale. Per di più la scarsa e consueta vena realizzativa dei cannonieri adasini e la loro scarsa mira, fanno sì che non resti altro che la ritirata finale, con rassegnazione, amarezza e molta delusione. Nonostante l’assedio, il Castello ha resistito. I crociati si devono ritirare con le pive nel sacco: magra consolazione portare a casa la miseria di un punticino, ma alla fine è giusto così, troppi gol mangiati, due punti buttati via, ma anche questa non è una novità.
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